PALAZZO AFFARI AI GIURECONSULTI

Palazzo Affari ai Giureconsulti è un edificio storico-monumentale, i cui interni sono stati estremamente rimaneggiati senza presentare un’identità propria, a causa di un mancato progetto unitario e di una stratificazione casuale di stili, finiture e arredi e di inesattezze progettuali che hanno lentamente alterato la natura e la fruibilità degli spazi.
Il nuovo intervento prevede invece una strategia chiara, che mira a sviluppare un’identità spaziale riconoscibile, al tempo stesso capace di rispondere alle esigenze di ambienti polivalenti e vede la sua genesi da un processo di depurazione dalla disarmonia e dalle soluzioni progettuali errate accumulate negli anni.
L’intervento progettuale si basa perciò sull’azzeramento degli ambienti storici compromessi dai numerosi interventi di ristrutturazione e la successiva ideazione di un sistema indipendente, dal punto di vista formale, strutturale e materico, capace di risolvere le esigenze funzionali.
Un intervento di interior design che per sua natura, mantiene un atteggiamento indipendente capace – qualora necessario – di restituire intatto l’impianto originale.

L’intervento di risistemazione degli interni trova la sua genesi nella costruzione di una griglia immaginaria regolare, realizzata a partire da alcuni elementi esistenti all’interno del Palazzo. La funzione di questa griglia è quella di ordinare gli spazi e ogni volta in maniera diversa, identificare le aree adibite ad attività specifiche, creando una sorta di fil rouge tra i diversi ambienti. A partire da questa griglia si sviluppano diversi macrotemi che nel loro insieme formano un progetto apparentemente semplice, ma che nella sua essenzialità presume per forza di cose un processo di complessità maggiore: individuazione di un’identità spaziale chiara, flessibilità e accessibilità, flessibilità e accessibilità, finiture e colori, illuminazione, identità visiva, comunicazione esterna e wayfinding.
Ognuna di queste aree subisce un trattamento capace di implementare e migliorare l’edificio esistente, secondo tre azioni precise: sostituzione, innesti indipendenti, integrazione.

I pavimenti originali sono sostituiti dal seminato o terrazzo alla veneziana creando così una superficie omogenea, intervallata da inserti di plastica dura riciclata che creano griglie geometriche capaci di dare un senso di lettura alle possibili configurazioni che si susseguono di volta in volta negli ambienti. Al tempo stesso, queste griglie richiamano geometrie e disegni di stampo storico, a ricordo dell’importanza artistico/monumentale del Palazzo, utilizzando però un linguaggio contemporaneo e attuale.
A implementare le capacità spaziali e di contenimento dei diversi ambienti, viene inserito un sistema di arredi fissi, si tratta dunque di mobili contenitori, pareti attrezzate, boiserie, archivi la cui superficie omogenea e colorata comunica una sensazione di pulizia e ordine. Questo sistema “fisso”, è spalleggiato da una serie di tessuti e tendaggi che oscurano in maniera temporanea le aperture sull’esterno, schermano in maniera “leggera” zone degli ambienti più tecniche e consentono un’ottimizzazione acustica degli spazi.
In aree prestabilite sono invece installati videowall per favorire una customizzazione specifica degli ambienti e dare gli strumenti tecnologici (rete dati e attrezzature multimediali) necessari all’utenza.

luogo: Milano (I)
anno: 2019
progetto
NUNZIO GABRIELE SCIVERES STUDIO: Nunzio Gabriele Sciveres, Federico Guarini, Manuel Mangiatordi (collaboratore), Parul Bhardwaj (collaboratore)
FROM OUTER SPACE: Annapaola Buonanno, Piergiorgio Italiano, Anna Sedino (collaboratore)
LITELAB: Amedeo Guidobono Cavalchini, Francesco Chiodaroli

render: Francesca Di Silvestre